mercoledì 19 novembre 2014

Recensione: Stoner di John Williams

        JOHN WILLIAMS
         Stoner

Pubblicato per la prima volta nel 1965, Stoner è stato ristampato dalla New York Review Books nel 2006. Negli Stati Uniti questa seconda uscita ha rappresentato una sorta di fenomeno letterario: il libro ha venduto più di 50.000 copie e gode di un entusiasta passaparola fra lettore e lettore. Stoner è il racconto della vita di un uomo tra gli anni Dieci e gli anni Cinquanta del Novecento: William Stoner, figlio di contadini, che si affranca quasi suo malgrado dal destino di massacrante lavoro nei campi che lo attende, coltiva la passione per gli studi letterari e diventa docente universitario. Si sposa, ha una figlia, affronta varie vicissitudini professionali e sentimentali, si ammala, muore. E’ un eroe della normalità che negli ingranaggi di una vita minima riesce ad attingere il senso del lavoro, dell’amore, della passione che dà forma a un’esistenza.



Stoner è un romanzo di John Williams, rimasto nascosto da noi in Italia per quasi mezzo secolo. E ancora mi domando il perchè visto che sono rare le occasioni di imbattersi in un romanzo come questo. I lettori si dividono in modo netto: c'è chi l'ha adorato e chi non ha saputo spiegarsi tutto questo successo. Io mi posiziono nella via di mezzo.
La Fazi, casa editrice che l'ha pubblicato in Italia, ha deciso di stamparlo con una copertina rigida e assai curata, non ha una cover molto ricercata ma è in grado di spiccare tra gli scaffali della libreria, riesce a creare quell'alone di mistero che spinge il lettore a prenderlo in mano e sfogliarlo.
Ma chi è Stoner?
Stoner è il protagonista, un uomo molto ordinario, senza lodi e privo di una vita fuori dall'ordinario. Unico maschio e figlio di una famiglia di contadini del Missouri piuttosto povera e costretto a frequentare l'università di agraria, proprio per essere di aiuto ai genitori, ma scoprirà di essere innamorato e portato per la letteratura inglese, tanto da voler diventare insegnante. Sicuramente una scelta che i genitori non condividono ma che li spingono ad assecondarlo.
Da qui, l'autore ci racconterà la sua storia. Una vita mediocre, ricca di delusioni e di incomprensioni, di silenzi e di accettazione.

Stoner è un uomo corretto, educato e buono, incapace di ribellarsi a quella vita che gli veste stretta. Un matrimonio infelice, privo di amore e l'anello che porta al dito gli ricorda la promessa fatta molti anni prima, una promessa che al tempo stesso è una gioia e una condanna.
Leggere questo romanzo non è facile, soprattutto per chi non si identifica in Stoner e non condivide le sue scelte. Le pagine sono attraversate da una tristezza di fondo che non potete modificare o cancellare, non potete entrare nella storia e cambiare il corso degli eventi o gridare a Stoner di svegliarsi dal suo torpore.
La vita di Stoner non può essere aggiustata dal lettore e questo è davvero doloroso: essere spettatori con le mani legate.
Il matrimonio di Stoner è una prigione, ma non solo per lui ma anche per la moglie e la figlia. Tutto è insapore, freddo e tenuto insieme per la mancanza di coraggio... sì, la pigrizia di accettare la propria condizione, quella monotonia e abitudine che da un lato ci rassicura e ci fa sentire a casa.
Questo romanzo è il frutto di un lavoro perfetto, perchè rendere speciale e luminoso un libro che all'apparenza non ha niente di straordinario, non è un compito facile.
Stoner è una storia assolutamente normale, apatica, permeata da una tristezza di fondo, ma che risplende grazie alla voce dell'autore. Williams è superbo nella descrizione di Stoner e dei suoi personaggi, nel raccontare un susseguirsi di eventi senza colpi di scena, nel rendere un romanzo struggente e forte al tempo stesso.
La potenza è racchiusa nel non raccontare niente di eccezionale, di far conoscere al lettore una storia senza fronzoli, senza trama complessa o colpi di scena. 
Un romanzo assolutamente da leggere e rileggere, magari anche a distanza di anni per cogliere sfumature che a una prima lettura non si individuano, ma che con una maturità diversa si può anche pensare di associare il personaggio di Stoner a quella di un uomo coraggioso. Perchè il coraggio non è solo fatto di gesti eccezionali, ma anche di chi accetta la propria condizione e la mantiene fino all'ultimo dei suoi giorni. Il coraggio di aver compreso, in punto di morte, che vivere non è rincorrere il successo, di preoccuparsi di essere meglio dei vicini o di puntare ad avere sempre di più, ma la consapevolezza di chi siamo e da dove veniamo. La consapevolezza di aver vissuto come stabilito e che, nonostante tutto, quella scelta l'ha resa comunque una vita straordinaria. 


13 commenti:

  1. Oddioo *-* è una vota che ho in wish questo libro!! DEVO averlo!! sono sicura che mi piacerà da morire e si farà ricordare!

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  2. Mi hai messo ancor più curiosità!

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  3. In effetti se il protagonista è un uomo ordinario con una vita come quella descritta da te c'è il rischio di non entrare nella storia! !

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  4. Mi sono ripromessa che questo, insieme a Il lungo sguardo di Elizabeth Jane Howard, sarà la mia prossima lettura. Non vedo l'ora **

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  5. Approfondirò perché non conosco autore e romanzo.

    Buona giornata!

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  6. Puramente per caso ho letto un altro libro di questo autore quest'estate (Nulla, solo la notte). Ero partita senza troppe aspettative perché la trama non mi ispirava granché, ma poi mi sono trovata incantata dal libro e l'ho divorato :) E la tua recensione su questo libro mi ha incuriosita perciò penso che finirà dritto in wish.list :)

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  7. Lo voglio da sempre e prima o poi lo leggerò!!!

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  8. Mi sembra lontanissimo da quello che leggo di solito però per mi attrae... prima o poi mi deciderò :P

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  9. Una storia davvero particolare!

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  10. Effettivamente la copertina fa tutto tranne che attrarti... ieri mi è giusto arrivato uno sconto dalla libreria, aggiungo alla wish list :)

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  11. Non so come sia la narrazione ma se non è troppo lenta e descrittiva credo che questo libro lo leggerei tutto d'un fiato! Lo metto senz'altro nella mia lista dei desideri ( chissà mai che Babbo Natale....;).

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  12. Ho adocchiato questo libro da un po' e non vedo l'ora di leggerlo *^*

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